Albino

Blasonatura

Inquartato: al PRIMO e QUARTO di rosso, al SECONDO e TERZO d’argento, alla torre  aperta e finestrata, merlata alla ghibellina, posta sulla partizione del TERZO e del QUARTO. (DPR 1/12/1952, CONCESSIONE)  

Note

Il sindaco Alfredo Ligori fece rispettosa richiesta di riconoscimento dello stemma di Albino, dopo delibera di giunta municipale del 15 luglio 1949.
La motivazione principale adottata dal rappresentante comunale è che l’emblema è sempre stato utilizzato dal comune già dall’inizio del 1900, ma non furono portate valide prove sulla sua antichità, ad eccezione di una fotografia dell’emblema sulla facciata del palazzo comunale e inciso su pietra viva.
L’immagine riprodotta tuttavia era leggermente diversa rispetto al progetto del bozzetto disposto dallo Studio Araldico di Genova. Nella descrizione acclusa nella pratica di riconoscimento, vi era uno scudo diviso in quattro parti, di rosso e di argento, come quello attuale, ma al posto della torre era raffigurata una colonna su un piccolo monte di verde sovrapposta ai quadranti inferiori.
Il parere, scritto il 5 giugno 1950 dal direttore dell’archivio di stato di Milano Guido Manganelli, mise in luce tutte le incongruenze del progetto: innanzitutto non poteva essere richiesto il riconoscimento di uno stemma di cui non venivano dati elementi probatori sulla sua antichità; secondariamente l’emblema era diverso rispetto a quello raffigurato nella fotografia acclusa. La colonna, secondo il Manganelli, era antiestetica; la si poteva inserire nello scudo solo a patto di dimostrarne la sua esistenza. La torre, invece, proporzionata nella sua altezza senza il supporto del monte di verde, trovava non solo una giustificazione araldica ma anche una ragione storica dal momento che nel comune esisteva una rocca durante le guerre tra guelfi e ghibellini.

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