Almenno San Salvatore

Blasonatura

D’azzurro, all’albero nodrito su campagna di verde, attraversato da un listello d’argento con la scritta NOSCE TE IPSUM e da un leone d’oro passante, linguato di rosso. (DCG 15/3/1934, RICONOSCIMENTO)

Note

Essendo usato da sempre, lo stemma di Almenno San Salvatore, dipinto sulla facciata del municipio e sulla vòlta della casa parrocchiale, fu sottoposto ad atto di riconoscimento anziché di concessione. Il podestà del Comune, Gaetano Buttinoni, con propria delibera del 5 agosto 1932, approvò l’emblema comunale.

Il 21 novembre 1932, la Regia Commissione Araldica Lombarda diede parere positivo all’istanza, nonostante la mancanza di prove della sua antichità, ad esempio fotografie o documenti. Lo stemma risulta essere simile nella sua delineazione a quello di Almenno San Bartolomeo. Le due realtà condividono la parola Almenno, termine di origine celtica che significa bosco di olmi. Il Comune faceva parte nel Medioevo della Curtis Lemmenis, come scritto dallo storico Mario Lupo nell’opera Codex civitatis et ecclesiae Bergomatis. La figura principale è un albero generico ma potrebbe trattarsi di una pianta d’olmo. La presenza di un leone passante, come se stesse attraversando lo scudo, indica la feudalità del territorio; è caratterizzato dalla lingua smaltata di rosso. Il listello d’argento con la scritta NOSCE TE IPSUM è un riferimento al motto della Sibilla. Secondo la professoressa Luana Redaelli dell’Università di Bergamo, è un tema ricorrente nel bergamasco. In diversi cicli attribuiti al pittore Gerolamo Colleoni, presenti a Nembro, Verdellino, Trescore Balneario, Spinone al Lago e nello stesso Comune di Almenno San Salvatore, sono presenti delle sibille che innalzano questo motto.

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