Ardesio

Blasonatura

Campo di cielo, alla fenice di nero, nella sua immortalità di rosso (DCG 26/5/1928, RICONOSCIMENTO)

Note

Lo stemma di Ardesio, uno tra i primi della provincia di Bergamo ad essere riconosciuto da un decreto del capo di Governo nel 1928, trae i suoi simboli dal nome stesso del paese. Usato da sempre dal Comune, la fenice che brucia tra le fiamme per poi rinascere alluderebbe ad un antico incendio in località Ustigno.

Il primo progetto, però, differiva da quello attuale e da quello storico. Una descrizione dettagliata la si trova nei cenni storico–corografici del Comune, allegati alla documentazione: uno stemma forma- to da uno scudo ovale, diviso in due da una fascia argentata sulla quale campeggia il motto ARDEO ET RENASCOR, nella parte superiore un’aquila che si agita tra le fiamme alimentate da due tronchi di albero sradicati; nella inferiore, sulla destra, sotto il profilo della montagna, una cava di ardesia, tuttora esistente, ad evocare il nome del Comune.

Il 3 dicembre del 1927, la Regia Commissione Araldica Lombarda, pur esprimendo il proprio parere favorevole al bozzetto, suggerì però di riconoscerel’emblema inciso su un timbro di metallo, della cui esistenza fu lo stesso podestà a parlarne.

Il campo di cielo, non frequente nell’araldica civica bergamasca, è l’azzurro molto chiaro, che ricorda il colore del cielo; talvolta nel fondo possono essere dipinte anche le nuvole.

La figura che occupa interamente il campo a disposizione è la fenice di nero; in araldica è raffigurata come un’aquila, con la testa di profilo e le ali spie- gate, che arde su un rogo definito immortalità.

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