Bagnatica

Blasonatura

D’argento, all’aquila di azzurro dal volo abbassato. (DPR 17/9/1962, CONCESSIONE)

Note

Lo stemma del Comune, come si legge nella richiesta di concessione dell’agosto 1961, è tratto da un’immagine cara ai bagnatesi: il sindaco Giuseppe Barcella esordì proprio con queste parole.

Il simbolo più antico del paese, impresso su una lastra marmorea, un bassorilievo scolpito su una pietra di forma rettangolare, impreziosisce la pavimentazione della chiesa di San Pietro; con molta probabilità è parte integrante di una tomba; non è escluso che si tratti di un trofeo di guerra, risalente al tempo delle scorribande, intorno al 1300, durante le battaglie tra guelfi e ghibellini.

La prima istanza, firmata dal sindaco e inoltrata agli organi governativi, fu rimandata indietro assieme alla delibera di consiglio comunale del 21 ottobre 1961, per carenza dei cenni storico–corografici, davvero esigui, ma soprattutto per l’incertezza nella corretta interpretazione dell’unica figura presente nello scudo; nei bozzetti predisposti dall’amministrazione civica, era disegnato un falco, animale piuttosto raro nell’araldica civica, e non accettabile se non per comprovati motivi storici. Un’ulteriore istanza, corredata da una più ampia relazione storica e una serie iconografica di foto autenticate della pavimentazione della chiesa, fu approvata dall’Archivio di Stato di Bergamo.

Il direttore Nicola Raponi, con una nota del 5 giugno 1962, espresse un parere positivo, però il falco fu trasformato purtroppo in una fiera aquila di azzurro dal volo abbassato, cioè con le ali piegate verso il basso.

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