Barbata

Blasonatura

Partito d’oro e di rosso, alla vacca d’argento, attraversante, ferma sulla pianura erbosa di verde. (DPR 30/8/2000, CONCESSIONE)

Note

Il Comune di Barbata ha da poco adottato, nel 2000, uno stemma ex novo, progettato su indicazione dell’Ufficio Araldico della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Non risultano nei vari archivi storici di Milano e di Bergamo stemmi antichi; non sono nemmeno depositati documenti o atti ufficiali del Comune da cui trarre informazioni della sua storia.

Non si hanno dunque notizie precise sullo stemma. Guardando i colori e il tratteggio delle figure, si potrebbe pensare a un progetto elaborato dallo Studio Araldico di Genova, che non ha avuto in passato un riscontro. Il semplice stemma è corretto e rispet ta le regole. Gli smalti, l’oro e il rosso, del fondo partito, diviso in due parti da una linea verticale passante dal punto medio del lato superiore alla punta, oltre a ricordare quelli del capoluogo bergamasco, possono anche alludere alle origini romane del borgo. I Romani vi istituirono diversi presidi militari, come si può evincere dalla vicinanza di un importante crocevia di strade.

L’unica figura presente, che occupa la totalità dello scudo, è la vacca d’argento, attraversante, cioè posta sulla linea di partizione e con le quattro zampe appoggiate sul terreno, rappresentato dalla pianura erbosa di verde, pezza araldica che occupa la parte inferiore dello scudo; essa allude alle caratteristiche rurali del borgo, la cui attività agricola era la principale risorsa, soppiantata ultimamente dall’industria e dal terziario, relegando il lavoro nei campi a parte minoritaria.

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