Bariano

Blasonatura

Troncato da una fascia d’azzurro ondata d’argento; il PRIMO di rosso a tre gatti d’oro accovacciati uno accanto all’altro con la testa di fronte; il SECONDO d’azzurro [d’argento] a tre pannocchie di mais di verde poste in palo. (DPR 14/3/1979, CONCESSIONE)

Note

I tre simpatici felini, raffigurati nella parte alta dello scudo, non sono in alcun modo legati alla leggenda secondo la quale gli abitanti del paese erano soliti dargli la caccia, ma molto più banalmente sono stati inseriti per un errore di interpretazione del vecchio stemma del 1949, predisposto dallo Studio Araldico di Genova. Con propria delibera del 16 novembre 1949, il podestà Emilio Schivardi approvò un progetto con i colori di rosso e d’oro, a ricordo del capoluogo bergamasco, inserendo dei bachi da seta e tre spighe di mais alludenti alle caratteristiche geografiche e alla florida attività industriale del paese. Questo primo progetto fu completamente bocciato dalla Commissione Araldica Lombarda. Nel 1978, con l’amministrazione del sindaco Gianpietro Pirotta, nel nuovo disegno, sempre dello Studio Araldico di Genova, furono ritratte altre figure, pur mantenendo la stessa impostazione grafica di quello precedente. Lo Studio, non ricordandosi quali oggetti erano stati inseriti nel bozzetto, dopo aver osservato lo stemma, scambiò i bachi da seta per dei gatti (!); per evitare di commettere errori, sarebbe stato utile consultare la precedente relazione storico–corografica.

Lo stemma, a cui mancava una motivazione valida per la presenza dei gatti, nonostante tutto, fu approvato con delibera di consiglio comunale del 21 luglio 1978 dalla maggioranza dei consiglieri con un solo voto contrario. Ricevette pure il benestare dell’Ufficio Araldico della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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