Berzo San Fermo

Blasonatura

D’oro, al ciliegio di verde, fruttato di quindici, di rosso, il tronco attraversato dalla vacca ferma, pezzata di argento e di nero, il ciliegio nodrito e la vacca sostenuta dalla pianura di verde, il tutto accompagnato nel canton destro del capo dalla stella di sei raggi, di azzurro. (DPR 8/11/1993, CONCESSIONE)

Note

Il Comune di Berzo San Fermo, nonostante le ripetute richieste, non ha prodotto la documentazione. Il decreto di concessione del 1993, firmato dal presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, è trascritto nel Libro degli Enti Civici, conservato all’interno della Sezione Araldica dell’Archivio Centrale dello Stato di Roma.

Nel semplice scudo non ci sono elementi araldici. Osservando le figure presenti si potrebbe pensare che lo stemma sia stato progettato dallo Studio Araldico di Genova. Su fondo d’oro, la figura principale è l’albero di ciliegio di verde, elemento araldico non frequente negli stemmi civici e unico caso nella provincia di Bergamo: allude ai boschi di ciliegi, oltre che di frassini e di faggi dislocati nel territorio. L’unica caratteristica elencata dalla blasonatura è data dalla presenza di ben 15 frutti di rosso, ben visibili nella chioma di verde. Il tronco dell’albero è parzialmente coperto dalla vacca ferma, pezzata di argento e di nero, altra figura che riempie lo scudo. Con il termine fermo, riferito ad un animale, si indica un animale che ha le zampe, sia quelle anteriori sia quelle posteri, appoggiate sul terreno, in questo caso sulla pezza araldica della pianura di verde, una striscia che copre la parte inferiore.

L’ultima figura, correttamente caricata nel canton destro dello scudo, l’angolo superiore destro, è la stella di sei raggi, di azzurro, che allude alla comunità di Borgo di terzo e il cui colore ricorda il fiume Cherio che lambisce l’abitato.

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