Borgo di Terzo

Blasonatura

Troncato: nel PRIMO, d’azzurro, a due torri d’argento, una accanto all’altra, chiuse e murate di nero, finestrate di uno dello stesso, merlate alla ghibellina; nel SECONDO, d’oro, ai tre tortelli di rosso, posti due e uno. (DPR 31/12/1985, CONCESSIONE)

Note

Il composito stemma di Borgo di Terzo, ideato dalla stessa amministrazione comunale, risulta essere semplice, elegante e rispettoso delle regole araldiche.

La prima versione, approvata nella seduta del consiglio comunale del 5 marzo 1985 dal sindaco Giannino Trapletti, differiva lievemente da quella odierna.

Nella parte superiore del troncato, diviso in due parti uguali da una linea orizzontale passante per il centro, su fondo d’azzurro, a ricordo del fiume Cherio, che lambisce il territorio, le due torri d’argento simboleggiano il nucleo di Borgo di Terzo, già noto nel Medioevo, sin dal 1023; in particolare i due castelli di Terzo e di Cimaborgo e dei contrafforti di Mura e del Torrazzo. Nella parte inferiore, leggendo nella delibera, vi trovava posto un fabbro di carnagione con gonnellino di cuoio che sta forgiando col martello di nero sull’incudine dello stesso in sbarra di ferro arroventata in punta, con la fucina di pietra infiammata di rosso. L’Ufficio Araldico della Presidenza del Consiglio dei Ministri approvò in parte il progetto ma decise di inserire al posto del fabbro altre figure, ad esempio dei tortelli, a simboleggiare la prosperità che seppe raggiungere il paese; il tortello è una figura tonda di uno dei colori previsti dall’araldica. Nel caso di Borgo di Terzo, sono di rosso, smalto che, accostato al fondo d’oro, allude ai colori del capoluogo orobico, che richiamano anche quelli presenti nello stemma della famiglia Terzi che in questo paese ebbe origine.

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