Brusaporto

Blasonatura

D’azzurro, alla vanga e al piccone di argento, manicati al naturale, posti in croce di S. Andrea, accompagnati in capo e in punta da un’ape d’oro, dal volo spiegato. (DPR 9/3/1962, CONCESSIONE)

Note

Lo stemma civico, realizzato dallo Studio Araldico di Genova, fu approvato dal sindaco Carlo Giuseppe Assi e dal consiglio comunale nella seduta del 26 gennaio 1961. Le motivazioni trascritte nei cenni storico–corografici del paese sono le seguenti: — il progetto araldico dello stemma di Brusaporto trae origine dalle cinque cave di pietra arenaria che produce ottimo materiale da costruzione. La pala e il piccone posti nello stemma, stanno ad indicare il lavoro della classe operaia; le due api simboleggiano la ricchez

za di questa industria. Pur apprezzando il progetto, araldicamente corretto e gradevole, l’Ufficio Araldico della Presidenza del Consiglio dei Ministri chiese al sindaco di Brusaporto di verificare la mancanza di uno stemma antico. Dopo aver espletato ricerche negli Archivi di Stato di Bergamo, il 22 marzo 1961, e di Milano, il 27 maggio 1961, non fu trovato nulla.

Fu così concesso lo stemma nella configurazione del progetto iniziale senza apportarvi modifiche, non essendovi anomalie. Le figure principali, la vanga e il piccone, disposte al centro dello scudo, su fondo di azzurro, si incrociano a formare una X, in croce di S. Andrea. L’ape d’oro, inserita nella parte alta, in capo, e in quella bassa, in punta, è dal volo spiegato, cioè con le ali aperte come se stesse per volare.

La composizione semplice dello scudo è intesa come un’allegoria del lavoro e della ricompensa meritata da chi lavora, similmente alle api, per il bene proprio e della collettività.

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