Calcio

Blasonatura

Di rosso, al castello torricellato di due, merlato d’argento, aperto e finestrato del campo, murato di nero, al leone d’oro, nascente dal centro del castello, e tenente con la destra una spada dello stesso. (RD 18/7/1930, CONCESSIONE)

Note

L’amministrazione comunale decise di delineare uno stemma basandosi sulla storia del paese e sulle vicende di quel territorio di confine conteso tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia e conosciuto anche con il nome di Calciana.

La storia del castello, oggigiorno di proprietà della famiglia Silvestri, costruito dai vescovi di Bergamo, è raccontata nei cenni storici allegati alla domanda di concessione. Il leone d’oro, invece, è ripreso dallo stemma dei Secco d’Aragona, feudatari del paese. La spada, infine, simboleggia le cruenti e frequenti lotte avvenute sul comprensorio della Calciana. Il 24 dicembre 1929, con propria delibera, il podestà Giacomo Forchini approvò lo stemma. La Regia Commissione Araldica Lombarda, riunitasi il 18 aprile 1930, espresse parere positivo non trovandovi anomalie araldiche. L’11 maggio 1930, il commissario aggiunto del re, Luigi Rangoni Macchiavelli, si allineò al precedente parere e dispose il nulla osta per la concessione.

La blasonatura risulta essere imprecisa, ma è sufficientemente esplicativa nella descrizione del castello. Non essendo specificata la tipologia della merlatura, essa viene raffigurata alla guelfa, cioè con i merli disegnati come dei rettangoli. Le altre caratteristiche sono la presenza di una porta e di una finestra, dalle quali si intravvede il colore del fondo. Il leone d’oro, nascente, ossia con metà del corpo nascosto dal castello, impugna con la zampa anteriore destra una spada dello stesso smalto dell’animale.

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