Capizzone

Blasonatura

D’argento al torrione d’azzurro quadrato, visto in prospettiva, merlato di tre alla guelfa, accantonato da quattro mele di rosso, gambute e fogliate di verde, alternate con quattro ricci di castagno, di verde gambuti e fogliati. (DPR 25/2/1983, CONCESSIONE)

Note

Originale e piuttosto eccentrico, lo stemma di Capizzone, progettato dallo Studio Araldico di Genova, fu approvato dopo aver esperito le diligenti ricerche nei vari archivi storici di Milano e di Bergamo.

Con delibera di consiglio comunale del 18 giugno 1982, il sindaco Pietro Previtali approvò il bozzetto nel quale comparivano una torre e un campo di frutta.

La prima figura è la cella campanaria risalente al XII secolo, forse un’originaria torre di guardia a scopo difensivo. Gli abitanti di Capizzone furono coinvolti nelle numerose faide tra guelfi e ghibellini in questa regione particolarmente interessante dove passava il confine tra il Contado di Milano e il Governo della Serenissima, e dovettero contrastare le incursioni dal vicino paese di Brembilla per il controllo della sinistra orografica della Valle Imagna. Per quanto riguarda la seconda figura, il campo di frutta, l’Ufficio Araldico della Presidenza del Consiglio dei Ministri pensò bene di disporre i frutti più importanti e rappresentativi del territorio, le mele e le castagne. Su fondo d’argento, il torrio ne d’azzurro quadrato, che non presenta curvature, è visto in prospettiva, di spigolo, e possiede una merlatura alla guelfa, i cui tre merli sono disegnati come rettangoli.

Le quattro mele di rosso, gambute e fogliate di verde, con il picciolo e le foglie di verde, posizionate agli angoli dello scudo, si alternano ad altrettanti quattro ricci di castagno, raffigurati con il picciolo e le foglie.

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