Capriate San Gervasio

Blasonatura

Troncato, al PRIMO d’azzurro allo scaglione d’argento, accompagnato da tre fusi dello stesso, posti due e uno; al SECONDO d’argento al castello di rosso fondato sulla campagna erbosa, accompagnato in capo da un fulmine dello stesso. (DPR 17/8/1928, CONCESSIONE)

Note

I due nuclei originari di Capriate d’Adda e San Gervasio d’Adda, confluiti in un’unica realtà amministrativa il 19 gennaio 1928, sono ben evidenziati nello stemma.

Predisposto dalla stessa amministrazione comunale, l’emblema fu accolto con un parere positivo dal presidente della Regia Commissione Araldica Lombarda Giovanni Vittani, riunitasi il 28 maggio 1928. Anche il commissario aggiunto del re Luigi Rangoni Macchiavelli, presso la Consulta Araldica, antico nome dell’Ufficio Araldico, diede il nulla osta il 21 giugno 1928. Nello scudo troncato, cioè diviso in due da una linea orizzontale passante per il centro, nella parte superiore, su fondo d’azzurro, lo scaglione d’argento, altrimenti detto capriolo, ovvero piccola capriata, o travatura di sostegno dei tetti, è una chiara allusione alla prima parte del nome del Comune; i fusi che accompagnano la figura principale, dei piccoli rombi allungati, simboleggiano il famoso cotonificio sorto tra il 1878 e il 1930 per volontà di Silvio Benigno Crespi.

Nella parte inferiore, su fondo d’argento, sostenuto su una campagna erbosa, pezza araldica che occupa la parte inferiore dello scudo, a ricordo della fertilità del terreno, è il castello di rosso, richiamante l’antico feudo di San Gervasio. Si hanno notizie del fortilizio dalle cronache di un atto giuridico del 1161, la Cartula Concordie di Ottone Morena. Sul tutto è presente il fulmine, un fascio di folgori a ricordo del grandioso impianto idroelettrico costruito nel territorio.

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