Caravaggio

Blasonatura

Inquartato, di rosso e d’argento. (DCG 14/9/1928, RICONOSCIMENTO)

Note

Il riconoscimento dello stemma di Caravaggio era un atto dovuto perché veniva usato dal Comune da tempo immemorabile. Il 14 aprile 1928, il podestà Tobia Ceserani, con propria delibera, lo approvò ufficialmente.

La Regia Commissione Araldica Lombarda, riunitasi il 13 luglio 1928, diede parere favorevole nonostante la mancanza delle prove storiche sul suo utilizzo. Il 30 luglio 1928 il commissario aggiunto del re Luigi Rangoni Macchiavelli, presso la Consulta Araldica del Governo, l’attuale Ufficio Araldico della Presidenza del Consiglio dei Ministri, accolse il precedente parere.

Nella relazione storica, elaborata dall’Archivio Araldico Vallardi di Milano, viene spiegata l’origine di questo stemma semplice ma araldicamente perfetto: — la famiglia feudataria degli Schizzi, che conta in Valerio vescovo di Cremona e ascritta al patriziato decurionale di Cremona, portava lo scudo scaccato a triangoli di rosso e di argento… Poiché quell’illustre famiglia ebbe estesissimi possedimenti e feudi nel cremonese, tra i quali Casteldidone e Caravaggio, è evidente che lo stemma, che figura anche nelle bandiere più vecchie esistenti nel comune e che da data immemorabile è stato assunto quale arma dello stesso, derivi dagli elementi che componevano lo stemma della nobile e preclara famiglia Schizzi.

Lo stemma, dunque, con qualche variante risulta essere una trasformazione, una brisura, di uno scudo nobiliare e ricorda nei colori quelli della città di Cremona.

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