Carobbio degli Angeli

Blasonatura

D’azzurro, al castello d’oro, chiuso e murato di nero, formato da due torri riunite dalla cortina di muro, le torri merlate di tre, la cortina di sei, alla guelfa, accompagnato in capo da quattro bisanti d’argento, ordinati in fascia, fondato sulla campagna d’argento, caricata dal tralcio di vite, posto in fascia, pampinoso di quattro, al naturale, fruttato di quattro, di nero. (DPR 4/10/1986, CONCESSIONE)

Note

Con determina del 3 maggio 1984 il Comune, formatosi nel 1928 dalla fusione di Carobbio e Santo Stefano del Monte degli Angeli, affidava l’incarico di approntare tutta la documentazione necessaria per la concessione dello stemma allo Studio Araldico di Genova.

La sua approvazione avvenne con delibera di consiglio comunale riunitosi il 30 luglio 1985 e presieduto dal sindaco Vittorio Sacchi.

Si possono avere delle notizie storiche nel Dizionario Odeporico della Provincia Bergamasca di Giovanni Maironi da Ponte: — Carobbio, la cui vera denominazione è Tresolzio è una villetta immediatamente al disotto di Gorlago, lungo la strada maestra di val Calepino… Il suo territorio è quasi tutto a vigneti; produce nullameno della biada, ed ha de’ gelsi.

Questa villetta è in tre contrade distinte, l’una chiamata Carobbio, Tresolzio la seconda, e la terza Torrazza…

Le motivazioni si trovano nella relazione storico–corografica acclusa alla delibera: — lo stemma ricorda nel castello torri e castelli medievali esistenti in Carobbio degli Angeli; nei bisanti i rinvenimenti di antiche monete romane, armature, urne sepolcrali; nei grappoli di uva l’estensione dei vigneti che da secoli producono ottimi vini.

Mario Merlini, autore di storia locale, si chiese come mai nel disegno ufficiale fu approvata la merlatura alla guelfa del castello quando il paese fu sempre di parte ghibellina.

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