Casazza

Blasonatura

Troncato: nel PRIMO di rosso alla stella d’argento, accostata da due mezzelune dello stesso, figurate ed affrontate; nel SECONDO d’argento, cuneato di rosso di due. (DPR 27/3/1974, CONCESSIONE)

Note

Il curioso stemma di Casazza è ripreso dall’antico emblema di Mologno, uno dei due borghi, assieme a Molini di Colognola, uniti nel 1927 a formare l’attuale Comune.

Nella prima metà degli anni Settanta, anche Casazza sentì la necessità di dotarsi di uno stemma comunale, così la pratica per la sua ideazione fu affidata allo Studio Araldico di Genova.

Nella seduta del consiglio comunale del 24 marzo 1973, alla presenza del sindaco Cesare Pettini, l’amministrazione di Casazza deliberò all’unanimità di assumere l’emblema proposto dallo Studio Araldico. Nello scudo troncato, diviso in due da una linea orizzontale che passa per il centro, nella parte superiore, su fondo di rosso, trovano posto la stella d’argento e le due mezzelune dello stesso, del medesimo smalto della figura precedente, figurate, cioè con gli occhi, il naso e la bocca, e affrontate, una di fronte l’altra. Il significato appare oscuro, forse è un riferimento allo status giuridico di capo pieve di Mologno. Nella seconda parte, su fondo d’argento, la descrizione della blasonatura cuneato di rosso di due indica la presenza di due linee di contorno a forma di cunei, cioè a denti lunghi e aguzzi di forma triangolare, che potrebbero alludere ai corsi d’acqua, il Cherio e il Drione, che lambiscono il territorio di Casazza.

Nonostante la fondamentale lacuna nelle fonti e nell’interpretazione, l’Ufficio Araldico della Presidenza del Consiglio dei Ministri approvò lo stemma, non trovandovi anomalie araldiche.

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