Cassiglio

Blasonatura

Semitroncato partito: il PRIMO, d’oro, all’aquila col volo alzato, di nero; il SECONDO, di verde, ai tre chiodi all’antica, di nero, uno a destra, l’altro a sinistra, il terzo, centrale, abbassato, rovesciato; il TERZO, di azzurro, alla torre di argento, murata di nero, merlata alla guelfa di tre, finestrata di due in palo, di nero, chiusa dello stesso, fondata sulla pianura di rosso. (DPR 5/4/2006, CONCESSIONE)

Note

Nel composito stemma sono raffigurati tutti gli elementi caratteristici di Cassiglio. Predisposto da Giovanna Begnis e approvato dall’Ufficio Araldico della Presidenza del Consiglio dei Ministri, lo stemma è diviso in tre parti.

Nel primo campo in alto a destra, su fondo d’oro, è l’aquila smaltata di nero, per ricordare l’altitudine di questo paese, posto a circa 600 metri sul livello del mare; l’unico attributo è dato dal volo alzato, cioè con le ali aperte, come se stesse spiccando il volo.

Nel secondo campo in basso, su fondo di verde, i tre chiodi all’antica, semplici, senza ornamenti, ricordano le abbondanti fucine presenti sul territorio e la lavorazione del ferro; la loro disposizione è tale che occupino il maggior spazio possibile del campo, secondo le regole dell’araldica; il termine rovesciato, riferito al chiodo centrale, significa che assume la posizione non consona in natura, la punta è rivolta verso l’alto mentre la capocchia verso il basso. Nel terzo campo, a sinistra, su fondo d’azzurro, la torre di argento è quella d’avvistamento presente sul territorio e menzionata in alcuni documenti. Gli attributi sono il colore delle commettiture tra i mattoni di nero, la presenza di due finestre sempre di nero, disposte in verticale, una sopra l’altra, in palo e di una porta dello stesso colore delle finestre, chiusa dello stesso. La figura è appoggiata, fondata, sulla pianura di rosso, la pezza araldica che occupa la parte inferiore di uno scudo.

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