Cenate Sopra

Blasonatura

Semipartito troncato: nel PRIMO, di rosso, alle lettere maiuscole c s, ordinate in fascia, d’oro; nel SECONDO, di verde, alla salamandra posta in sbarra, con la testa all’ingiù, di nero, con quattro macchie d’oro; nel TERZO, d’azzurro, al monte Nisma, di verde, uscente dai fianchi e fondato in punta. (DPR 1/6/1998, CONCESSIONE)

Note

Il 26 novembre 1996 il sindaco Giovanni Cattaneo, con apposita delibera, adottò lo stemma civico, predisposto, dopo ricerche accurate, da Giacomo Finazzi di Bolgare, pittore autodidatta ed esperto di araldica. In un primo bozzetto venivano proposti gli stessi simboli che si trovano in quello attuale ma con una disposizione diversa: le lettere C e S, iniziali del paese, erano poste in campi separati; sul monte Misma vi trovava posto la chiesa di Santa Maria, presente nel territorio, e la salamandra non aveva connotati araldici. L’Ufficio Araldico della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con una nota del 23 luglio 1997, pur essendo propenso ad accettare lo stemma, propose incisivi miglioramenti.

Le iniziali del paese, secondo l’Ufficio Araldico, dovevano restare una accanto all’altra all’interno di campo solo perché facente parte della stessa denominazione del paese, la salamandra, che in generale è gialla e nera, poteva essere egregiamente raffigurata con i colori araldici, l’oro e il nero, e non al naturale come proposto.

In merito all’ultimo oggetto, la montagna, la sua presenza poteva essere accettata ma non quella della chiesa. Nel parere inviato, l’Ufficio Araldico si espresse con le seguenti parole — invero case, casette, chiese, chiesette, campanili, campaniletti sono stati proposti e ahimè nel passato anche accolti, a migliaia; tutti creano un effetto increscioso di “cartolina illustrata”, cioè l’effetto più deleterio e antiaraldico che si possa immaginare.

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