Chiuduno

Blasonatura

Di azzurro al castello di rosso, torricellato di un pezzo centrale, merlato alla ghibellina, aperto e finestrato di nero, fondato sulla campagna di verde; al capo d’oro caricato dell’aquila di nero dal volo spiegato. (IN USO DAL COMUNE)

Note

Non ancora formalmente concesso, lo stemma di Chiuduno, che rappresenta la storia del paese, fu approvato con delibera del commissario prefettizio Tommaso Melluso il 27 febbraio 1940, dopo aver dato incarico allo Studio Araldico di Padova. Questa domanda non ebbe seguito.

Così l’analoga richiesta conseguente alla delibera della giunta municipale del 26 agosto 1949, presieduta dal sindaco Vittorio Finanzi.

Nell’Archivio di Stato di Bergamo sono solo presenti le due delibere ma nessun altro documento firmato dall’Ufficio Araldico della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Nonostante ciò, venticinque anni dopo, il Comune motu proprio, con atto amministrativo del 22 agosto 1974 deliberò di adottare un gonfalone senza chiederne la concessione, confezionandolo sulle indicazioni contenute nei cenni storici scritti dallo Studio Araldico di Padova.

Nello stemma è inserito il castello di proprietà dei Suardi nel XIV secolo, tuttora esistente, che ebbe fama di essere impenetrabile; è fondato su un’altura raffigurata dalla campagna di verde. La blasonatura specifica la presenza di una torre centrale, una merlatura alla ghibellina, coi merli che hanno un’incisione a guisa di coda di rondine, una porta e delle finestre smaltate di nero.

Nella parte superiore, il capo dell’impero, d’oro caricato dell’aquila di nero dal volo spiegato, denota la fazione ghibellina del paese, confermata anche dalla forma della merlatura.

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