Ciserano

Blasonatura

Di argento, alla mucca lattifera, pezzata, passante sulla campagna, di verde, accompagnata in capo da un castello di rosso, aperto e finestrato del campo. (DPR 18/6/1952, CONCESSIONE)

Note

Non avendo un proprio stemma, il Comune, dopo aver effettuato le dovute ricerche negli archivi storici per escludere la presenza di uno stemma antico, diede incarico allo Studio Araldico di Genova per studiarne uno ex novo.

Con delibera del 20 aprile 1949, il sindaco Alessandro Testa e il consiglio comunale all’unanimità adottarono il bozzetto che rappresentava le caratteristiche storiche e geografiche del paese. Il castello del paese, ubicato nel luogo dove sorge la chiesa, era dotato di possenti mura ed era delimitato da un fossato. Con la vacca si vuole mettere in risalto la vocazione agricola del paese, uno dei suoi aspetti più importanti fino a non molto tempo addietro. Lo stemma ricevette il benestare da parte dell’Ufficio Araldico della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che predispose il decreto da sottoporre alla firma del presidente della Repubblica, non trovandovi anomalie araldiche. Lo scudo contiene, secondo la blasonatura trascritta nel decreto di concessione, come figura principale la mucca lattifera, pezzata, con le mammelle in evidenza e con delle macchie sul manto. Col termine passante si indica quell’animale che ha la zampa anteriore destra alzata come se stesse camminando sul terreno, in questo caso sulla campagna, di verde, la pezza araldica che occupa la parte inferiore dello scudo.

Il castello di rosso, posizionato nella parte alta dello scudo, nel capo, è aperto e finestrato del campo, presenta una porta e una finestra dalle quali si intravvede il colore del fondo.

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