Colere

Blasonatura

Di nero alle quattro punte della Presolana dette Quattro Matte d’argento, caricate dalla spada barbara in sbarra, spezzata dal gladio romano in banda. (DPR 24/11/1983, CONCESSIONE)

Note

Lo stemma semplice e originale racchiude la storia e gli aspetti geografici di questo paesello incastonato nella conca della Presolana Nord. Su fondo di nero, allusione alle miniere esistenti nel territorio, trova posto il profilo delle quattro punte della Presolana dette delle Quattro Matte, elemento paesaggistico caratteristico del Comune.

La leggenda vuole che quattro fanciulle di nome Erica, Gardenia, Genzianella e Rosina, di un’estrema bellezza, furono pietrificate dopo che un fulmine le colpì; si era compiuto così l’incantesimo malefico degli gnomi derisi proprio dalle fanciulle, promesse in sposa invece a degli aitanti boscaioli di Colere.
Gli altri elementi nello scudo sono la spada barbara in sbarra e il gladio romano in banda. L’utilizzo della specifica barbara, in uso presso le popolazioni barbariche, per la spada spezzata è un espediente linguistico per poterla agevolmente distinguere dal gladio romano, in uso ai guerrieri romani; tutto ciò per ricordare la battaglia avvenuta nel V secolo tra gli Alani con il loro re Biorgore e le truppe imperiali romane al comando di Ricimero; ma anche la lite terribile con gli abitanti di Borno, paese bresciano confinante, protrattasi per 600 anni, a causa di questioni di confine. La faida cessò nel 1682 e il fatto sembrò tanto eccezionale da essere attribuito all’intercessione della Madonna delle Fontane, la cui apparizione il 2 luglio 1654 aveva guarito dalla tubercolosi, secondo la leggenda, un pastore di Borno, Bartolomeo Burat.

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