Credaro

Blasonatura

Semipartito troncato; nel PRIMO di rosso al caduceo d’oro; nel SECONDO d’azzurro al leone di San Marco pure d’oro; nel TERZO d’argento alla vite di verde, pampinosa di quattro e fruttata di due di nero. (DPR 28/12/1970, CONCESSIONE)

Note

Nei vari archivi storici di Milano e di Bergamo non sono stati rinvenuti documenti sullo stemma del paese. Ideato e progettato dalla stessa amministrazione comunale, nell’emblema civico sono rappresentati le origini antiche, la storia e gli aspetti geografici del paese.

Suddiviso in diversi campi, lo scudo è un troncato, diviso in due da una linea orizzontale passante per il centro; la parte superiore a sua volta è suddivisa da una linea verticale che origina dal punto medio del lato superiore, semipartito. Nel primo campo, su fondo di rosso, per ottenere il massimo contrasto araldico e per ricordare il territorio bergamasco e le sue origini romane, il caduceo d’oro, il bastone alato con due serpi attorcigliate è simbolo del proprio passato. Nel museo della Cittadella a Bergamo, infatti, è conservata un’ara votiva di piccole dimensioni dedicata a Mercurio protettore dei campi e dei greggi, tutore dei confini e dei viaggiatori. Nel secondo campo, su fondo d’azzurro, vi trova posto il leone marciano nella sua interezza, con le ali e sostenente con la zampa anteriore destra il libro con sopra la famosa l’esortazione PAX TIBI MARCE EVANGELISTA MEUS. È un evidente simbolo di fede verso la Repubblica veneta.

Nella parte più ampia, quella inferiore, su fondo d’argento, è disegnata la vite pampinosa di quattro, con quattro foglie, e fruttata di due di nero, con due grappoli di uva di nero, come simbolo della ricchezza del paese e della maggior produzione di vigneti della zona.

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