Endine Gaiano

Blasonatura

Di rosso, al San Giorgio d’oro. (RD 26/2/1934, CONCESSIONE)

Note

Il Comune di Endine Gaiano innalza uno stemma con l’effige di san Giorgio, che però è diverso da quello descritto dalla blasonatura inserita nel decreto di concessione. Per capire la composizione degli elementi presenti nello scudo è necessario guardare alla storia degli ex comuni che compongono il paese. Piangaiano, costituito nucleo a sé stante dal governo austriaco della Lombardia, ha una propria parrocchia dedicata alla Santissima Trinità. Il Comune di Endine, ben più antico, era una propaggine della Vicaria di Lovere. Così fu deciso di inserire il san Giorgio, patrono di Endine, e la Santissima Trinità, delineata da un triangolo contenente l’occhio divino; il tutto sormontato dalla corona della Vicaria di Lovere. Lo stemma, approvato con propria delibera il 31 marzo 1930 dal podestà Mario Pedrazzo, non ricevette il nulla osta dalla Regia Commissione Araldica Lombarda il 15 luglio 1930: — sono assolutamente inaccettabili gli ornati, ma anche lo scudo vero e proprio non pare a me approvabile, perché non sufficientemente giustificato. È un troncato, nel primo vi sarebbe il San Giorgio patrono di Endine, nel secondo per Gaiano la Santa Trinità; a parte la sconvenienza di mettere questa in uno scudo, e tanto peggio non nella parte più nobile…

Con una missiva del 12 ottobre 1930 il commissario aggiunto del re, Luigi Rangoni Macchiavelli, ordinò al Comune di richiedere un altro stemma secondo le indicazioni suggerite dalla Commissione.

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