Filago

Blasonatura

Partito: nel PRIMO d’argento all’aquila spiegata di nero, coronata dello stesso; nel SECONDO d’azzurro a tre bande di rosso. (DPR 9/4/1974, CONCESSIONE)

Note

Solo negli anni Settanta, dopo che il Comune di Filago, anticamente una frazione di Marne, divenne a tutti gli effetti la nuova realtà cittadina nel 1957, si sentì la necessità di dotarsi di uno stemma.

Con una prima delibera di consiglio comunale del 3 dicembre 1972, con a capo il sindaco Giuseppe Marra, fu incaricato lo Studio Araldico di Genova. Dopo aver effettuato le diligenti ricerche nei vari archivi, fu trovato nello stemmario Camozzi l’emblema della comunità di Filago.

Il 22 dicembre 1973, lo stesso Marra convocò il consiglio per approvare lo stemma. La relazione storico-corografica, incentrata sulla storia del castello di Marne, non spiegava però il significato dell’antico stemma.

Lo scudo è un partito, diviso in due da una linea verticale passante dal punto medio del lato superiore alla punta. A destra, su fondo d’argento, vi campeggia l’aquila spiegata di nero, con le punte delle ali rivolte verso l’alto come se stesse spiccando il volo, coronata dello stesso, cioè con una corona dello stesso colore del volatile, probabilmente segno di fede ghibellina.

Nella seconda, su fondo d’azzurro, le tre bande di rosso, ad andamento obliquo dall’alto a destra al basso a sinistra, di difficile interpretazione, potrebbero essere una modifica dello stemma degli Avogadro, feudatari del castello di Marne, o più semplicemente alludere al comprensorio d’Isola, quella porzione di territorio delineato dall’Adda e dal Brembo di cui Filago fa parte.

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