Fiorano al Serio

Blasonatura

Troncato, alla nube d’argento sulla troncatura; nel PRIMO d’azzurro all’aquila al naturale col volo spiegato sovrastante la nube; nel SECONDO di verde al fiore d’argento, gambato e fogliato al naturale. (DPR 14/5/1955, CONCESSIONE)

Note

Lo stemma parlante di Fiorano al Serio deriva da un’incisione su pietra, murata all’ingresso di un palazzo, già di proprietà del Comune.

Approvato con delibera di consiglio comunale del 20 novembre 1953, secondo il sindaco Giovanni Gualdi, l’emblema simboleggia le caratteristiche naturali di questo paese e rappresenta l’operosità dei suoi abitanti che hanno trasformato il territorio in un centro industriale. Le pratiche di concessione furono predisposte dall’Ufficio Araldico di Firenze.

L’Ufficio Araldico della Presidenza del Consiglio dei Ministri chiese di rintracciare documentazioni probanti circa l’appartenenza dello stemma scolpito sulla lastra marmorea; il Comune però si limitò a svolgere ricerche negli archivi storici di Milano e di Bergamo, con esito negativo.

Eppure la scultura era meritoria di approfondimento perché in essa compare un epigramma in latino. Osservando meglio lo stemma, nel capo è presente anche un giglio, figura che non è stata presa nemmeno in considerazione da chi ha disegnato i bozzetti ufficiali. Dal punto di vista araldico, lo stemma è un troncato, diviso in due non da una linea ma da una figura, in questo caso da una nube d’argento. Nel campo superiore, su fondo d’azzurro, l’aquila al naturale col volo spiegato, cioè con i colori che avrebbe in realtà, ha le ali aperte e le punte verso l’alto, come se stesse spiccando il volo.

Nella seconda parte, su fondo di verde, il fiore d’argento presenta lo stelo e le foglie, anch’essi al naturale.

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