Gandellino

Blasonatura

D’azzurro ai cinque abeti d’argento, terrazzati di verde, e accompagnati in capo da due picconi d’oro, manicati d’argento, decussati, e in punta dall’incudine attraversante, sostenente il maglio posto in fascia, entrambi di nero. (DPR 2/3/1984, CONCESSIONE)

Note

Negli anni Ottanta, dopo aver chiesto un parere all’Archivio di Stato di Bergamo per escludere la presenza di stemmi antichi attribuibili alla comunità di Gandellino, fu predisposta la necessaria relazione storico-corografica, allegata alla pratica dello stemma.

Lo Studio Araldico di Genova inviò alle competenti autorità l’apposita istanza di richiesta di concessione.

Lo stemma fu approvato all’unanimità con voti palesi per alzata di mano il 16 aprile 1983, con delibera di consiglio comunale, presieduto dal sindaco Giovanni Lubrini.

Lo stemma ricevette il benestare dall’Ufficio Araldico della Presidenza del Consiglio dei Ministri non trovando errori ed anomalie araldiche.

Su fondo d’azzurro, i cinque abeti d’argento simboleggiano i boschi che ricoprono la maggior parte del territorio, formata da alberi cedui ad alto fusto; sono terrazzati di verde, termine araldico per indicare un terreno verde.

I due picconi d’oro, manicati d’argento, decussati ricordano le antiche miniere e l’attività estrattiva dei minatori.

Con il maglio, posto in fascia, in orizzontale si evoca il lavoro del ferro, particolarmente fiorente in questo Comune.

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