Gorlago

Blasonatura

D’azzurro, alla torre rotonda d’argento, semidiroccata aperta e finestrata di due, di nero, posta a sinistra dello scudo, accompagnata dalla lettera G maiuscola d’oro posta in capo e da un destrocherio uscente dalla destra dello scudo; tenente nella mano di carnagione una daga d’argento manicata d’oro posta in palo; la torre fondata su un rialzo di terreno, attraversato in sbarra, dalla torre alla punta da una strada romana lastricata d’argento. (DPR 8/9/1949, CONCESSIONE)

Note

Non fu facile per il Comune di Gorlago scegliere il proprio stemma sia per l’assenza di vicende storiche tali da consigliare un simbolo atto a riassumerle e a farle proprie sia per l’esigenza di diversificare il proprio emblema dagli altri Comuni che avevano adottato elementi araldici simili, quali le torri, i castelli, le spighe di grano.

Il 17 maggio 1940, con delibera del podestà Elio Sandri, dopo aver esperito le necessarie ricerche negli archivi storici e dopo che non fu possibile rintracciare lo stemma de Gorgolago, famiglia vissuta dal 1100 al 1300, fu proposto uno stemma che rendesse conto delle origini romane del paese. Questo primo progetto si arenò poco dopo.

Con la delibera del 28 ottobre 1947, dopo aver dato l’incarico a Vittorio Spreti, massimo esperto di araldica e autore di importanti volumi sulla nobiltà italiana, il sindaco Mario Piatti approvò lo stemma attuale.

Il destrocherio, la raffigurazione araldica del braccio destro, e la strada romana lastricata d’argento rievocano le antiche origini del borgo e le belliche vicende che si sono susseguite nel territorio.

La lettera G maiuscola d’oro evidenzia l’iniziale del Comune.

La torre rotonda è volutamente raffigurata priva merli per dare risalto alle fazioni che si alternavano nelle battaglie per il possesso del luogo; inoltre è semidiroccata a ricordo degli assalti e le lotte sanguinose nei secoli. Il rialzo del terreno indica chiaramente la posizione collinare del paese.

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