Gorle

Blasonatura

D’azzurro alla torre d’argento murata di nero, chiusa, finestrata di due, merlata alla ghibellina, fondata su campagna di verde e attraversata in punta da un corso d’acqua. (DPR 15/11/1966, CONCESSIONE)

Note

Approvato dalla giunta municipale guidata dal sindaco Pietro Bonassoli il 12 giugno 1965, la torre è simbolo indiscusso del paese. Nei cenni storici allegati alla documentazione, si legge quanto segue:

dall’opera del Lupi Excerpta ex actis notariorum Bergomi si deduce che il vescovo Cipriano degli Alessandrini nei primi lustri del secolo XIV si trattene quasi costantemente nel comune di Gorle. Proprio di questo secolo è la costruzione della torre medievale che ci interessa. Anticamente essa serviva da osservatorio sulla apertura della Valle Seriana che inizia appunto in quel di Gorle. Faceva parte dell’antico castello —; esso era posto di controllo della Serenissima perché in posizione strategica, dominante il ponte sul fiume Serio…

Del castello fortezza è rimasta solo la torre in questione che conserva il primitivo severo aspetto strutturale medievale, anzi lo esalta nell’immutata solidità delle sue mura massicce, erette con blocchi di pietra appena squadrati che le conferiscono un’austera maestosità…

Il 30 giugno 1966 l’Archivio di Stato di Bergamo, con le parole del suo direttore Nicola Raponi, espresse parere favorevole alla concessione.

Stemma semplice, elegante, araldicamente corretto per quanto riguarda le regole di semplicità e di pienezza dello stemma. Su fondo d’azzurro è caricata la torre d’argento le cui caratteristiche sono date dalla presenza di una porta, di due finestre e dello spazio delle commettiture tra le pietre di colore nero.

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