Grassobbio

Blasonatura

Troncato, il PRIMO d’azzurro al castello d’argento, chiuso, finestrato, murato di nero e merlato alla guelfa, avviluppato da fiamme di rosso; il SECONDO d’argento alla fabbrica di rosso, di quattro corpi, sinistrata da una ciminiera dello stesso, fumante, al naturale. (DPR 11/1/1980, CONCESSIONE)

Note

Il 25 maggio 1978 il sindaco Francesco Colpani chiese allo Studio Araldico di Genova di avviare la pratica per la concessione di uno stemma, dopo che diverse ricerche esperite negli archivi comunali e alla Biblioteca Civica di Bergamo diedero esito negativo. Nel delineare lo stemma, l’attenzione si concentrò sulla presenza nel territorio di un castello, messo a ferro e fuoco nel 1398 durante le lotte tra guelfi e ghibellini e convertito successivamente in una casa colonica. Il castello avviluppato da fiamme di rosso ricorda questo particolare momento storico. Con delibera della giunta municipale del 21 novembre 1978, lo stemma e la pratica di adozione degli emblemi comunali furono approvati all’unanimità. Il 30 marzo 1979 l’istanza ufficiale di richiesta di concessione, inoltrata all’Ufficio Araldico della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ricevette il nulla osta sia per la correttezza araldica delle figure presenti nello scudo sia per l’appropriatezza degli elementi.

Nello scudo troncato, cioè diviso in due parti da una linea orizzontale passante per il centro dello scudo, sono posti gli elementi peculiari che ricordano la storia e le caratteristiche del paese.

Nella parte superiore, su fondo d’azzurro, il castello d’argento presenta una porta, delle finestre e lo spazio tra le fessure delle pietre di colore nero

In quella inferiore, su fondo d’argento, la fabbrica di rosso vuole sottolineare che il Comune di Grassobbio è divenuto nel tempo un fiorente centro industriale.

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