Lallio

Blasonatura

Troncato; il PRIMO d’azzurro caricato da un angelo uscente dalla troncatura con le ali d’argento e vestito di rosa; il SECONDO scaccato di cinque file di nero e d’argento di nove pezzi. (DPR 20/10/1964, CONCESSIONE)

Note

Tra preghiera e divertimento. Si potrebbe riassumere con queste poche parole lo stemma di Lallio; secondo alcune fonti storiche era luogo di svago e di giochi. Il nome del paese deriverebbe dal latino alea, dado; la tradizione vuole che gli antichi soldati romani trascorressero l’inverno in questa comunità, luogo di distensione e di passatempo.

Il 4 luglio 1963 il sindaco Emilio Marconi, con i voti unanimi del consiglio comunale, adottò lo stemma rinvenuto negli archivi parrocchiali, in particolare, da un’immagine del frontespizio di un inventario del 1707.L’Archivio di Stato di Bergamo, con una missiva del 26 novembre 1963 scritta dal suo direttore Nicola Raponi, respinse il progetto con queste parole: — si ritiene che l’istanza avrebbe dovuto precisare quale rapporto, storicamente, lo stemma abbia con l’antica comunità e qual è il significato delle figure dello scudo in rapporto alla storia o alle caratteristiche dello stesso. L’arciprete della parrocchia diede una spiegazione logica alle figure dello stemma, confermando che la scacchiera presente nello scudo dovrebbe rappresentare l’etimo del nome e l’angelo richiama san Bernardino, a cui è stata intitolata la più antica chiesa risalente al XV secolo. Se fosse stata preparata una relazione storico–corografica precisa e documentata, sicuramente lo stemma sarebbe stato sottoposto a procedimento di riconoscimento considerata l’antichità dell’immagine. Lallio quindi non è solo luogo di vizio, ma anche luogo di preghiera.

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