Locatello

Blasonatura

D’azzurro a tre monti all’italiana d’oro, di un solo colle, fondati in punta, su quello centrale un gufo al naturale; il tutto accostato in capo da due stelle di cinque raggi d’oro. (IN USO DAL COMUNE)  

Note

Lo stemma utilizzato dal Comune di Locatello è storicamente in uso da tempo immemorabile ma non ancora ufficialmente concesso da un decreto. Secondo la legge, un ente che possieda un emblema da almeno cent’anni e riesca a dimostrarlo mediante documenti e fonti storiche può richiederne il riconoscimento.

È il caso del piccolo Comune che lo ha adottato, nel tempo, con diverse versioni: a due o tre stelle su fondo d’azzurro, mutuandolo direttamente dall’emblema della famiglia Locatelli. Racconta la storia che il più famoso rappresentante, tale Alberto, innalzò lo stemma non appena nominato barone e signore del castello dall’imperatore Federico II.

Lo stemma nobiliare è raffigurato nello stemmario Camozzi.

Nello scudo, su fondo d’azzurro, la prima figura indicata dalla blasonatura corrisponde ai tre monti all’italiana d’oro, tipica dell’araldica nazionale, nella quale il monte è rappresentato da un cilindro la cui sommità è a forma di calotta semisferica; di solito vengono indicati il numero di colli, in questo caso ciascun monte è formato soltanto da un solo colle; sono fondati in punta, occupando la parte inferiore dello scudo.

Sul monte centrale spicca la figura di un gufo al naturale, altrimenti chiamato allocco, in dialetto bergamasco löc, da cui deriva il nome del Comune. Nella parte alta dello scudo, in capo, sono presenti le due stelle di cinque raggi d’oro, a cinque punte.

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