Lovere

Blasonatura

Di rosso al fascio di spighe d’oro legate da un nastro bifido d’argento con impresso il motto VNITAS in caratteri capitali di nero. (IN USO DAL COMUNE)

Note

Non ancora ufficialmente concesso, lo stemma di Lovere è molto antico: alcune delineazioni lo attestano agli inizi del XV secolo.

È raffigurato su alcuni edifici di proprietà comunale, sul portone del municipio, sulla facciata dell’ex casa parrocchiale, sul frontespizio del locale scolastico e sopra la seconda porta d’entrata al Collegio Nazionale.

Lo stemma sopravvisse ai secoli e giunse integro come è conosciuto nelle raffigurazioni attuali.

La spiga fruttata in araldica significa abbondanza e frugalità. Nel 1400, essendovi boschi al posto degli odierni vigneti e immense praterie e macchie di ontani nel piano dell’Oglio al posto degli attuali terreni coltivati, il Comune di Lovere fra le circostanti vallate era oggetto d’invidia per i suoi panifici, fonte di ricchezza dei suoi abitanti, i quali, narra la cronaca, si spingevano a comperare terreni nella bassa bresciana e bergamasca per raccogliervi il frumento, non essendo ancora venuto il nobile Pietro Gaioncelli col granoturco.

Su fondo di rosso le spighe d’oro, in numero variabile, da sette a molte di più a formare un fascio, sono legate e tenute assieme da un nastro d’argento riportante il motto in caratteri latini capitali VNITAS.

Secondo alcuni libri di storia locale, la concordia regnava sovrana fra gli abitanti di Lovere, che erano innamorati del loro stemma e su di esso tenevano fissi gli sguardi, soprattutto quando trattavano gli interessi della cosa pubblica.

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