Moio de’ Calvi

Blasonatura

D’azzurro, semipartito troncato da un filetto d’argento: il PRIMO alla testa umana calva marmorea; il SECONDO alla fontana di un bacile d’argento, zampillante; il TERZO bandato d’azzurro e d’argento di dieci pezzi. (DPR 16/3/1961, CONCESSIONE)

Note

Il Comune prende in prestito lo stemma della famiglia Calvi, che fece costruire la chiesa parrocchiale e diede impulso, attraverso l’edilizia locale, all’espansione del paese. Un primo bozzetto, approvato dal consiglio comunale il 2 gennaio 1960, conteneva due figure: la fontana e la testa calva di marmo, la prima per ricordare la ricchezza delle acque presenti sul territorio, la seconda come elemento distintivo dei Calvi. Nella discussione, il consigliere Giuseppe Calvi espose la storia della famiglia di cui portava il nome; di origine veneziana, tuttora esistente, che si tramanda da secoli, a tal punto da apportare la determinante nel nome del paese. Il progetto, ben delineato nelle figure e tratti araldici, non rispondeva appieno ai canoni imposti dall’Ufficio Araldico della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il sindaco Francesco Balestra così apportò delle modifiche, lasciando inalterati gli elementi presenti nel primo bozzetto, disponendoli però in campi separati.

Lo scudo è un semipartito troncato, diviso in tre da una linea orizzontale e da una metà linea che taglia in due la prima parte. In alto a destra è presente l’arma nobiliare dei Calvi. La fontana di un bacile d’argento, zampillante si trova nel secondo campo. Il bandato d’azzurro e di argento, formato da bande, ad andamento obliquo dall’alto in basso, da destra a sinistra, è un espediente araldico per impreziosire lo scudo, così come il filetto d’argento che delinea i campi, per evitare la sovrapposizione di due smalti uguali.

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