Mozzo

Blasonatura

Inquartato: il PRIMO d’argento all’aquila di nero; il SECONDO di azzurro al castello d’oro merlato alla guelfa e torricellato di uno, sulla campagna tre montagne al naturale pure d’oro; il TERZO di rosso al pastorale d’oro in palo; il quarto di nero a due spade d’argento in decusse con la punta rivolta in basso. (DPR 8/1/1979, CONCESSIONE)

Note

Nello stemma comunale di Mozzo, suddiviso in più campi come previsto dall’araldica civica moderna, sono presenti gli elementi che riguardano la storia e le caratteristiche del paese. Studiato dalla stessa amministrazione comunale, lo stemma ricevette il benestare dall’Ufficio Araldico della Presidenza del Consiglio dei Ministri alla fine degli anni Settanta del secolo scorso.

Lo scudo è un inquartato, diviso in quattro da due linee perpendicolari che si incrociano nel punto centrale. Nel primo inquartato, in alto a destra, su fondo d’argento, domina l’aquila di nero, ripresa dall’arma nobiliare dei Capitani di Mozzo.

Nel secondo inquartato, in alto a destra, su fondo d’azzurro è presente un castello d’oro, le cui caratteristiche sono date dalla presenza di una merlatura alla guelfa e di una torre centrale; ricorda quello presente costruito nel Medioevo a scopo difensivo; sulla campagna, pezza araldica che occupa la parte inferiore di uno scudo, sono appoggiate tre montagne al naturale, a simboleggiare i tre colli presenti nel territorio, il colle Bagnada o monte Gussa, dei Gobbi e il colle Lochis.

Nel terzo inquartato, in basso a sinistra, su fondo di rosso, il pastorale d’oro posto in palo, in verticale secondo la pezza araldica del palo, ricorda il dominio dei vescovi di Bergamo.

Nell’ultimo campo, le due spade d’argento in decusse, incrociate tra loro a forma di X, rievocano le daghe dei Romani, simbolo delle origini e degli accampamenti dei primi abitanti.

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