Orio al Serio

Blasonatura

Bandato di rosso e d’oro, caricato da un covone di grano pure d’oro, alla campagna al naturale attraversata da una banda ondata d’argento. (DPR 19/9/1970, CONCESSIONE)

Note

Lo Studio Araldico di Genova motivò il progetto araldico dello stemma di Orio al Serio con le seguenti parole: — non avendo un passato, il progetto è stato basato sugli originali prodotti locali, per quanto riguarda il covone di grano, principale fonte di guadagno per gli abitanti di tale terra, e sulle caratteristiche idrografiche attraversando il fiume Serio, il comprensorio comunale.

Lo stemma fu adottato il 18 aprile 1970 con delibera di consiglio comunale presieduto dal sindaco Giovanni Porfidia. L’Archivio di Stato di Bergamo, con le parole del direttore Nicola Raponi del 30 luglio, espresse un parere positivo soprattutto per l’originalità nella composizione dello stemma.

Dal punto di vista araldico è composto da un bandato di rosso e di oro, smalti che richiamano i colori di Bergamo, città confinante; la banda è la pezza araldica ad andamento obliquo che va dall’alto a destra al basso a sinistra; quando una serie di queste pezze comprende un numero pari si dice propriamente bandato, si omette il numero di bande, come in questo caso, se corrisponde a sei; il primo colore che si blasona è lo smalto che si trova nel canton sinistro, ossia nell’angolo in alto a sinistra. Il covone di grano, l’insieme di spighe raccolte, è posizionato al centro del campo.

Nella campagna al naturale, di colore di verde, nella parte bassa dello scudo, scorre la banda ondata d’argento, una striscia obliqua ad andamento dall’alto a destra al basso verso sinistra, con delle sinuosità.

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