Osio Sotto

Blasonatura

Di rosso, al grifo d’argento accollante a due spadoni dello stesso in Croce di Sant’Andrea con le punte rivolte in alto. (DPR 2/5/1963, CONCESSIONE)

Note

Il 17 febbraio 1962 il consiglio comunale, presieduto dal sindaco Francesco Cologni, approvò all’unanimità il bozzetto.

Le motivazioni dello Studio Araldico di Genova sono qui riportate: — i due Osio con la chiesa di San Zenone, erano già noti nel 1100.

Questi due villaggi vennero più volte vessati dalle fazioni che nei primi anni del 1300 iniziarono le lotte per la supremazia politica e territoriale dell’Italia Settentrionale. Questo contrasto si accentuò particolarmente ove i potentati militavano o per l’impero o per il papato. Il bergamasco fu teatro, in questo periodo, di guerre continue, i paesi, privi di difese e i loro abitanti male armati, subirono saccheggi, devastazioni e incendi. Il progetto araldico vuole ricordare questo stato di cose e simboleggia nel grifone e nelle spade la ferocia di quelle bande di ventura che si accanivano contro le povere popolazioni.

Il direttore dell’Archivio di Stato di Bergamo, Nicola Raponi, con una missiva del 1° novembre 1962 espresse il suo parere con un semplice nulla osta. Su fondo di rosso, il grifo d’argento è un’anima le di fantasia, formato dalla testa, dal becco, dalle zampe anteriori e dalle ali di un’aquila; dalla coda e dalle zampe posteriori di un leone; infine dalle orecchie di un cavallo. Con il termine accollante, erroneamente usato il temine accollato, ci si riferisce ad una figura araldica che copre parzialmente un’altra, in questo caso i due spadoni dello stesso in Croce di Sant’Andrea con le punte rivolte in alto, dello stesso smalto del grifone.

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