Parre

Blasonatura

Di verde, al castello d’argento aperto e finestrato del campo, mattonato di nero, torricellato di un pezzo, merlato alla ghibellina. (RD 17/2/1927, CONCESSIONE)

Note

Le istanze di concessione degli stemmi di Parre, Ponte Nossa e Premolo furono inoltrate dal podestà Mario Bassanelli, lo stesso che aveva potere amministrativo nei tre piccoli Comuni confinanti.

Nella relazione storica allegata alla delibera podestarile del 19 giugno 1926, si chiedeva la concessione di uno stemma che riprendesse gli elementi dell’insegna nobiliare dei Conti Paar, originari proprio di Parre.

Con delibera del 25 luglio, il podestà approvò l’antico stemma del Comune, consistente in un castello su fondo di verde, citato da Plinio nella Naturalis Historia con il nome di Parra Oromobiorum Oppidum, su notizie tratte dalle Origines di Catone. Il colore verde alluderebbe al nome stesso di Parre, che in lingua celtica significherebbe pianeggiante o ondulato. La Commissione Araldica Lombarda, il 23 ottobre 1926, diede parere positivo allo stemma nonostante la mancanza di documentazione. Il commissario aggiunto del re Luigi Rangoni Macchiavelli, allineandosi al giudizio espresso dalla precedente Commissione, preparò il regio decreto. Nello stemma semplice e rispettoso delle regole araldiche, il castello di colore d’argento è aperto e finestrato del campo, cioè presenta una porta e una finestra dalle quali si intravede lo smalto del fondo; le commettiture tra le pietre sono di colore nero, mattonato di nero; presenta una sola torre e ha la merlatura alla ghibellina, cioè i merli sono raffigurati non come un rettangolo ma con un’incisura a guisa di coda di rondine.

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