Parzanica

Blasonatura

Partito: nel PRIMO, di azzurro, alla torre d’oro, murata di nero, chiusa dello stesso, finestrata di due in palo, di nero, merlata alla guelfa di cinque, fondata in punta, sormontata dal riccio di castagna, d’oro, aperto di nero, attraversata in basso dalla castagna rovesciata, al naturale; nel SECONDO, di rosso, allo stelo di ranuncolo, posto in sbarra alzata, fiorito di due, il fiore grande in capo, quello minore posto all’altezza del punto d’onore e a sinistra, esso stelo fogliato di cinque, tre foglie grandi in punta, due piccole all’altezza del fiore minore, il tutto d’oro. (DPR 21/3/1997, CONCESSIONE)

Note

Di recente approvazione, lo stemma di Parzanica è stato ideato su un progetto ex novo perché non risulta che il Comune nei secoli abbia mai fatto uso di uno proprio, né vi è menzione nei principali stemmari conservati nei vari archivi storici.

Il progetto, delineato dall’Ufficio Araldico della Presidenza del Consiglio dei Ministri nella seconda metà degli anni Novanta, ricorda nelle figure presenti nello scudo la storia, le caratteristiche geografiche e vuole essere un omaggio a propri cittadini. Lo stemma è un partito, diviso in due da una linea verticale passante dal punto medio del lato superiore e dalla punta.

A destra su fondo d’azzurro, alludente al Lago d’Iseo, su cui si affaccia l’abitato, la torre d’oro è simbolo del paese stesso e delle lotte che dovettero subire i suoi abitanti per la difesa del proprio territorio. Parzanica combatté contro i guelfi di Adrara. Il riccio di castagna, nella parte alta dello scudo, è simbolo di questo arbusto diffuso su tutto il territorio. È fonte di sostentamento e di ricchezza locale. La particolare rappresentazione anomala della castagna rovesciata è in qualche modo legata alla semplicità e alla tranquillità che si vive in questo paese, dove il tempo sembra essersi fermato.

A sinistra, su fondo d’oro, lo stelo di ranuncolo, in una bella delineazione, rappresenta il fiore che vive nei terreni più impervi tra le rocce e intende rappresentare la popolazione di Parzanica che attraverso i millenni seppe vivere su un suolo tanto aspro.

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