Pedrengo

Blasonatura

Troncato: il PRIMO d’azzurro a tre api d’oro dal volo spiegato ordinate in fascia; il SECONDO di rosso alla chiesetta al naturale in prospettiva tegolata, fondata su campagna di verde e sinistrata dalla torre campanaria; la facciata aperta e finestrata di un rosone, il fianco finestrato di due; sulla troncatura una fascia ondata d’argento e d’azzurro. (DPR 18/6/1962, CONCESSIONE)

Note

Nello stemma di Pedrengo sono presenti gli elementi caratteristici del paese e dei suoi abitanti. Elaborato dallo Studio Araldico di Genova e adottato dal consiglio comunale il 25 maggio 1961, presieduto dal sindaco Giovanni Battista Bernini, lo scudo troncato si presenta diviso in due parti da una linea orizzontale, nascosta, in questo caso, da una fascia ondata, dalla forma sinuosa presentando delle onde d’azzurro, che rievoca il corso del fiume Serio, il quale delimita ad occidente il confine comunale. Il significato dei suoi simboli lo si può trovare nella relazione storico–corografica allegata alla documentazione di concessione.

Nella parte superiore, su fondo d’azzurro, le tre api d’oro dal volo spiegato, cioè con le ali aperte, come se stessero volando, simboleggiano la laboriosità dei pedreghensi.

La figura araldica dell’ape è abbastanza frequente, nella provincia di Bergamo sono svariati gli stemmi con all’interno questo simbolo.

In quella inferiore è raffigurata com’è nella realtà la chiesetta della Madonna del Buon Consiglio, meglio conosciuta come dei Morti, perché costruita in prossimità di una fossa che accoglieva le persone decedute dalla peste, quella famosa descritta dal Manzoni.

Essendo un monumento esistente, tra l’altro uno tra i più antichi del territorio, la descrizione araldica si dilunga nella caratterizzazione dell’edificio.

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