Peia

Blasonatura

D’oro al cinghiale di nero fermo e difeso d’argento. (DPR 9/10/1981, CONCESSIONE)

Note

Unico Comune nella provincia di Bergamo ad adottare nella propria insegna civica un cinghiale.

Concesso agli inizi degli anni Ottanta, lo stemma è da sempre usato dal Comune negli atti e nei documenti ufficiali. All’Archivio Centrale dello Stato di Roma c’è una richiesta di concessione risalente al 6 marzo 1927.

L’emblema di Peia è semplice e segue le regole araldiche, tra cui quella di pienezza, che prevede che le figure nello stemma dovrebbero per quanto possibile riempire lo scudo araldico in modo da evitare inutili spazi vuoti; e quella del contrasto, un colore non deve mai sovrapporsi o accostarsi a un altro colore, lo stesso vale per il metallo.

Si riesce così ad ottenere una maggior visibilità tra i toni chiari e quelli scuri; in questo caso lo smalto nero dell’animale contrasta in maniera idonea sul fondo d’oro.

Il cinghiale è per Peia, Comune in Val Gandino, un vero e proprio simbolo, tanto da caratterizzare lo stemma comunale. La presenza — in epoca medievale, ma anche oggi — di suini selvatici nelle nobili riserve di caccia a monte delle contrade del paese è stata la motivazione principale che ha portato all’inserimento di questo animale nello scudo.

Dal punto di vista araldico, su un fondo omogeneo d’oro, il cinghiale di nero è fermo, cioè con tutte le zampe appoggiate per terra; inoltre è difeso d’argento; con questo termine si indica una caratteristica araldica tipica di alcuni animali quando hanno le zanne o i denti di smalto diverso rispetto al corpo.

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