Pianico

Blasonatura

D’oro al castello di rosso, chiuso, finestrato di due e murato di nero, merlato alla guelfa le due torri ciascuna di tre, la cortina di quattro, fondato su una collina di verde avente alla base quattro colline ugualmente di verde solcate da un fiume defluente in banda, alla ruota dentata di otto pezzi d’azzurro posta in capo. (DPR 27/6/1983, CONCESSIONE)

Note

Il Comune di Pianico, posto all’estremità orientale della Val Cavallina, in zona collinare, dopo aver esperito le ricerche nei vari archivi storici di Milano e di Bergamo, che hanno escluso la presenza di stemmi antichi, diede incarico allo Studio Araldico di Genova di predisporre un emblema.

Su fondo d’oro, il castello di rosso presenta una porta, delle finestre e lo spazio tra i mattoni di colore nero; è dotato di una merlatura alla guelfa, con i merli disegnati come piccoli rettangoli, in numero di tre per ciascuna torre e quattro per la cortina che le unisce.

Allude al fortilizio anticamente di proprietà della famiglia Codeferri di Solto Collina; era posto a guardia tra la fine della Valle Cavallina e l’inizio della Valle Camonica, di cui però rimangono solo poche ma significative testimonianze, quali archi, porticati, piccoli chiostri e scalette.

Nella parte inferiore, oltre alla collina sulla quale è fondato, appoggiato, il castello, ce ne sono altrettante quattro, con un fiume defluente in banda, ad andamento obliquo dall’alto verso il basso, da destra a sinistra.

Si tratta dell’altura di Quaia, dovuta all’erosione del ghiacciaio che in tempi remoti copriva tutta questa zona e che nella sua discesa verso il Lago di Iseo scavò pure le due piccole valli dell’Oneto e del Borlezza.

La ruota dentata di otto pezzi d’azzurro posta in capo allude alle attività industriali e artigianali che hanno via via soppiantato le risorse agricole.

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