Pradalunga

Blasonatura

D’oro all’ippogrifo di rosso. (IN USO DAL COMUNE)

Note

Lo stemma di Pradalunga è antichissimo e usato almeno da un secolo negli attestati e nei documenti ufficiali del paese. La prima delineazione si trova nel volume Inventario delle insegne ovvero arme di Bergamo, un manoscritto proveniente dalla biblioteca dei Cappuccini di Bergamo e risalente alla prima metà del Settecento: su fondo di rosso era presente un drago con un anello in bocca.

Un’altra raffigurazione visiva la si trova nello stemmario del Camozzi; in questo caso al posto del drago vi compare un ippogrifo, animale fantastico, chimerico, che ha la testa di un’aquila, zampe dotate di artigli, ali coperte di piume, con il resto del corpo di un cavallo. secondo l’autore del libro sulla storia locale di Pradalunga, Mario Valoti, la figura principale cambiò probabilmente nell’Ottocento a seguito della riconquistata autonomia dopo il distacco da Nembro.

Nel 1940 il podestà avviò le pratiche presso la Consulta Araldica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per ottenere il decreto di riconoscimento, che presto si fermarono per le vicende belliche. Con nota del 1947, indirizzata all’Ufficio Araldico di Firenze, incaricato di realizzare il bozzetto, il sindaco espresse una condizione precisa: — questa amministrazione però desidererebbe abbinare al drago rampante una pietra cote, essendo questa industria delle pietre coti per affilare falci, ecc. una precisa caratteristica locale e vanto millenario del paese di Pradalunga… Anche questa seconda richiesta non ebbe seguito.

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