Ranica

Blasonatura

D’azzurro, alla ruota d’oro, raggiata e dentata di otto, posta in cuore. (DPR 6/10/1959, CONCESSIONE)

Note

Nello stemma di Ranica non è raffigurato un timone di una nave come in molti pensano ma una ruota dentata a ricordo delle attività industriali, in particolare della filatura e della tessitura, ormai scomparse dal territorio.

Il progetto, elaborato dallo Studio Araldico di Genova verso la fine degli anni Cinquanta del secolo scorso e approvato con delibera di consiglio comunale del 18 ottobre 1958, presieduto dal sindaco Costante Gabbiadini, non teneva in considerazione il vecchio stemma delineato nello stemmario del capitano Michele Pagano, nel Camozzi e in un documento dell’Archivio Vallardi di Milano del 1879. In tutte queste versioni è effigiato un serpente coronato alludente alla ranica, un rettile simile alla salamandra, presente nel territorio, da cui il nome del paese. L’Archivio di Stato di Venezia, nella missiva del 9 gennaio 1959, fece notare che nella documentazione presentata dall’amministrazione comunale e nella carta intestata compariva proprio lo stemma raffigurante la ranica, così diede parere negativo a quello di cui si chiedeva la concessione. Il sindaco, non si sa perché, nella seduta di consiglio comunale del 30 maggio 1959 si oppose a questo parere. Come si legge in una missiva del 6 giugno del 1959, inoltre, ebbe l’ardire di affermare e fece mettere agli atti che lo stemma antico era stato usato in modo illegittimo, mentendo spudoratamente nonostante le numerose attestazioni presenti negli stemmari e nei documenti elencati precedentemente.

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