Scanzorosciate

Blasonatura

Fasciato d’oro e di rosso, caricato sul SECONDO e TERZO pezzo da due S di nero attraversata ciascuna da una mazza di nero in palo. (RD 10/05/1938, CONCESSIONE)

Note

La particolare disposizione delle fasce e il loro numero possono indurre ad erronea interpretazione dello stemma ufficiale. Eppure con reale decreto del 1938 veniva sancito in modo definitivo la disposizione delle stesse, avvalorata pure dai bozzetti ufficiali. Evidentemente non fu così semplice pro gettare lo stemma con le esatte indicazioni nel regio decreto. L’arma civica è simile a quella appartenuta a Giovanni da Scanzo, che resse, in qualità di vescovo, la diocesi di Bergamo dal 1290 al 1309. Una copia autenticata dell’emblema con una relazione storico–corografica, firmata dal bibliotecario Giuseppe Locatelli, fu inviata l’8 marzo 1932. Nel documento sono specificate le fonti da cui è stata tratta la copia: la prima si tratta di una raccolta di stemmi dal titolo Le Arme ouero insegne di tutti li nobili della magnifica et illustrissima città di Venetia, c’hora viuono di Gio- vanni Taminelli del 1578, la seconda è ripresa dallo stemmario del capitano Michele Pagano e la terza dal Camozzi. I colori del fondo ricalcano quelli del territorio bergamasco, mentre le due S di nero attraversata ciascuna da una mazza stanno ad indicare la dignità vescovile. Al fine di non creare confusione con lo stemma originario, la Commissione Araldica Lombarda propose, con una missiva del 26 gennaio 1935 firmata dal presidente Giovanni Vittani, di apportare le necessarie modifiche, in gergo araldico spezzature, invertendo semplicemente gli smalti. Il podestà del Comune Piero Ghezzi, dopo due delibere, del 6 ottobre 1932 e del 10 agosto 1934, accettò i suggerimenti.

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