Selvino

Blasonatura

Partito: nel PRIMO d’azzurro alla montagna movente dal fianco destro dello scudo, sostenente tre abeti con sullo sfondo una giogaia di ghiaccio; il tutto al naturale; nel SECONDO di rosso al cavallo baio inalberato. (DPR 23/7/1968, CONCESSIONE)

Note

Il Comune di Selvino non ha mai fatto uso di un proprio stemma; neanche dopo accurate ricerche esperite negli archivi storici di Milano e di Bergamo si riuscì a trovare un simbolo appartenente alla comunità, importante stazione di soggiorno e attrattiva turistica.

Solo con l’amministrazione del 1968 si decise di affidare il compito di richiesta di concessione allo Studio Araldico di Genova che propose lo stemma attuale, gradito dalla popolazione. Le motivazioni dei simboli presenti nello scudo sono tutte inserite nella delibera di consiglio comunale del 13 gennaio 1968, presieduto dal sindaco Giambattista Magoni. Essendo lo scudo un partito, diviso in due da una linea verticale che parte dal punto medio del lato superiore passando dalla punta, si hanno due campi distinti. A destra, su fondo d’azzurro, si rileva il profilo dei monti Purito e Cornagera, che con la giogaia di ghiacciai fa da sfondo naturale al paese, trovandosi sullo spartiacque che divide la Val Brembana dalla Val Seriana. Gli abeti vogliono ricordare la particolare boscosità della zona. A sinistra, invece, un cavallo baio inalberato, cioè ritto con le zampe anteriori alzate, rievoca la tradizione antica che si protrasse fino al 1796 di inviare i cavalli della curia bergamasca nei pascoli sopra Selvino. Il parere dell’Archivio di Stato di Bergamo, con missiva del 7 maggio 1968 del reggente Mario Salotto, fu positivo in quanto le figure araldiche proposte esprimevano con una certa tipicità la storia del Comune.

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