Serina

Blasonatura

D’azzurro, alla sirena di carnagione, con le braccia lateralmente protese impugnanti le estremità ricurve della coda biforcuta di verde, accompagnata da tre stelle d’oro (6), due in capo ed una in punta. (DPCM 26/2/1962, RICONOSCIMENTO)

Note

Il 9 aprile 1961 fu approvato con delibera di consiglio comunale l’antico stemma di Serina, ritrovato sul frontespizio degli atti dello Statutum Vallis Brembanae Superioris del 1468, come testimoniato da una fotografia autenticata dal responsabile della Biblioteca Civica di Bergamo e da un epigramma intitolato In laudem oppidi Serinae.

Il sindaco Luigi Carrara, in verità, aveva predisposto un altro stemma, approvato poco tempo prima, il 20 settembre 1960, nel quale oltre alla sirena trovava posto, su fondo di rosso, una tavolozza quale omaggio al celebre pittore del Rinascimento veneziano Palma il Vecchio, pseudonimo di Jacomo Nigretti de Lavalle, che ebbe i natali proprio a Serina. L’amministrazione comunale, non appena scoperto quello antico, abbandonò il precedente progetto e ritenne di non apportare delle modifiche.

Lo stemma non solo è parlante, evocante il nome del paese, ma carico di importanti allusioni alla sua storia. Vuole la leggenda popolare che Serina derivi proprio dal canto melodioso che si udiva levarsi dal torrente.

L’immagine della sirena ricorda come un tempo il Comune fosse non solo capoluogo di tutta la Val Brembana Superiore con un proprio vicario, ma centro importante di collegamento tra le due valli Brembana e Seriana. Le code, descritte nella delibera come pisciformi, alludono a questa particolare conformazione geografica. Le tre stelle invece simboleggiano le tre più importanti famiglie: Carrara, Tiraboschi e della Valle.

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