Sotto il Monte Giovanni XXIII

Blasonatura

Di rosso, alla fascia d’argento con la torre attraversante del secondo, merlata di tre alla guelfa, aperta, finestrata di due e murata di nero, accostata negli angoli superiori del capo, a destra, da un fiordaliso e, a sinistra, da un monte di tre cime all’italiana; il tutto d’argento. (DPR 20/1/1961, CONCESSIONE)

Note

Il 29 luglio 1959 il sindaco Pier Carlo Carissimi scrisse una lettera all’Ufficio Araldico chiedendo un parere in merito all’adozione dello stemma di sua santità Giovanni XXIII. La risposta arrivò dopo che si era interessato il prefetto di Bergamo in persona acquisendo un riservato nulla osta dal Vaticano. La Presidenza del Consiglio dei Ministri però pretese il consenso per vie diplomatiche.

Il sindaco si adoperò per predisporre il progetto araldico ispirato allo stemma pontificio, approvandolo con delibera di consiglio comunale del 17 settembre 1960.

Ci fu così un intenso carteggio diplomatico tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri e l’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede. Il 15 dicembre arrivò il formale consenso: — nulla osta da parte vaticana a che dal Comune di Sotto il Monte venga adottato uno stemma che ricordi quello del Sommo Pontefice, quale è quello sottoposto per il riconoscimento alla Presidenza del Consiglio da quel Sindaco con foglio in data 30 settembre 1960… Rispetto allo stemma pontificio, in quello di Sotto il Monte mancano il capo di San Marco e un giglio, sostituito da un monte all’italiana di tre cime. Lo stemma pontificio deriva da quello effigiato in un affresco a Cà Maitino, frazione del paese; la torre invece simboleggia quella di Montorio in provincia di Verona, feudo dei Roncalli.  Fu lo stesso Pontefice ad adottarlo durante il suo cammino religioso, sin da quando fu nominato arcivescovo.

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