Torre de’ Busi

Blasonatura

D’azzurro, alla torre d’argento, merlata alla ghibellina, chiusa e finestrata di due in fascia di nero, murata dello stesso, fondata sulla collina di verde, fondata in punta, essa torre sostenuta con le zampe anteriori dai due leoni di rosso, affrontati e poggianti le zampe posteriori sulla collina. (DPR 6/8/1988, CONCESSIONE)

Note

Con la legge del 26 gennaio 2017, che ha modificato il precedente decreto legislativo del 1992, istituente la provincia di Lecco, il Comune di Torre de’ Busi è ritornato, dopo un quarto di secolo, al territorio bergamasco.

Il 3 giugno 1988 il consiglio comunale presieduto dal sindaco Giovanni Locatelli approvò l’emblema, desunto dallo stemmario Camozzi del 1888, inoltrando rispettosa istanza all’Ufficio Araldico della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Lo stemma del paese è ripreso con qualche variante nei colori da quello appartenuto alla famiglia Busi. Lo stesso toponimo è accompagnato dalla specificazione desunta dal casato dei possessori. Su fondo d’azzurro, la torre d’argento si riferisce al feudo e ricorda l’antica opera fortificata di cui non rimangono che pochi resti. I leoni di rosso sono il simbolo della Serenissima, che sosteneva il territorio come ricompensa di fedeltà e dei servigi di questa casata. La collina di verde, sulla quale è appoggiata la torre, simboleggia il territorio e la valle di San Martino dove è ubicato il paese. Secondo il volume di storia locale Stemma e Storia di Torre de’ Busi di Domenico Petronilla la torre indica il simbolo architettonico e funzionale che designa il comune, i leoni rampanti simboleggiano la forza e la determinazione degli abitanti di Torre de’ Busi che, come in passato, con risolutezza e volontà hanno saputo superare momenti difficili e travagliati, così nel presente, sono tesi nel conseguimento degli obiettivi comuni.

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