Ubiale Clanezzo

Blasonatura

D’azzurro, al castagno sradicato al naturale fruttato d’oro, attraversato sul tronco da un castello d’argento, murato di nero, merlato alla guelfa, aperto e finestrato di due del campo. (DPR 11/5/1972, CONCESSIONE)

Note

Dal momento che il Comune di Ubiale Clanezzo non possedeva uno stemma proprio, lo Studio Araldico di Genova, incaricato dall’amministrazione di crearne uno ex novo, ideò e realizzò un emblema che racchiudeva dentro di sé, in un vincolo stretto, gli aspetti geografici e storici del paese. Le motivazioni, incluse nella documentazione allegata all’istanza di concessione, avanzata il 2 settembre 1971 dal sindaco Giuseppe Capelli, sono qui di seguito trascritte: — lo stemma studiato dall’amministrazione di Ubiale Clenezzo ricorda nell’albero di castagno i folti boschi di tali piante che danno le migliori castagne del bergamasco; nel castello quello distrutto nel 1441 ma tenacemente ricostruito nei secoli seguenti a difesa degli abitanti.

Il consiglio comunale, con voto unanime per alzata di mano, nei modi di legge, nella seduta del 2 dicembre 1971, alla presenza del sindaco Vincenzo Gamba, approvò lo stemma così delineato. Anche l’Archivio di Stato di Bergamo il 30 marzo 1972 diede il nulla osta al progetto, non tanto per le ragioni storiche, che contenevano delle imprecisioni, ma per l’originalità dello stemma.

Su fondo d’azzurro, la figura principale è il castagno sradicato al naturale fruttato d’oro, con le radici messe ben in evidenza, con i colori che avrebbe nella realtà, e con i ricci delle castagne smaltati d’oro. Il castello d’argento presenta una merlatura alla guelfa, una porta e due finestre dalle quali si vede il fondo del campo.

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