Valbondione

Blasonatura

D’argento alla torre di rosso, chiusa, finestrata  e murata di nero, merlata di tre alla ghibellina, fondata su di un monte verde e accostata da due stelle d’azzurro, raggiate di sei; nel canton destro del capo, un abete di verde. (DPR 25/6/1981, CONCESSIONE)

Note

Dello stemma, probabilmente ideato e progettato dallo Studio Araldico di Genova, per gli elementi generici presenti nello scudo, si sa poco. Dalla documentazione depositata presso l’Ufficio Araldico della Presidenza del Consiglio dei Ministri, messa a disposizione dal direttore Francesco Galetta, non si riesce a risalire al significato delle figure.

Si tratta con buona probabilità di un vecchio progetto ripreso soltanto negli anni Ottanta e successivamente ufficializzato da un decreto legge.

La figura principale che campeggia su fondo d’argento, al centro dello scudo, occupandone una buona parte, è rappresentata dalla torre di rosso che possiede una porta, una finestra e delle commettiture, lo spazio tra le pietre, smaltate di nero; presenta, inoltre, una merlatura alla ghibellina, i cui tre merli sono disegnati con un’incisura a guisa di coda di rondine.

La torre, a ricordo del paese, è fondata, appoggiata, su di un monte che non mostra altre caratteristi- che se non lo smalto di verde. Ai lati di essa, le due stelle d’azzurro, raggiate di sei, con sei punte, simboleggiano le frazioni di Fiumeno e Lizzola e il loro colore ricorda la sorgente del Brembo e i numerosi corsi d’acqua presenti sul territorio.

L’abete di verde, posizionato nel canton destro, all’angolo superiore destro dello scudo,  dovrebbe essere indicato col termine sradicato perché presenta le radici e non è piantato in una pezza araldica: vuole rammentare le folte conifere che circondano il territorio.

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