Verdello

Blasonatura

Troncato: nel PRIMO, di rosso, ai due fiori di margherita, d’oro, muniti ciascuno di otto petali, d’argento, essi fiori ordinati in fascia; nel SECONDO, d’argento, al fiore di margherita, d’oro, privo di petali; con la fascia diminuita, sulla troncatura, di verde. (DPR 5/8/1991, CONCESSIONE)

Note

Risulta, consultando il Libro degli Enti Civici e Morali depositato presso l’Archivio Centrale dello Stato di Roma, che lo stemma di Verdello abbia ricevuto ben due concessioni con altrettanti decreti firmati dai presidenti Giovanni Gronchi e Francesco Cossiga. Non si sa la ragione di questa doppia approvazione, evidentemente non sono state effettuate le necessarie ricerche storiche.

In un primo progetto del 4 agosto 1938, approvato dal podestà Italo Rubbi, era raffigurato un castello di rosso su fondo d’oro a ricordo dell’antico fortilizio a cui si legarono i fatti più gloriosi della storia di questo comune.

La Commissione Araldica Lombarda, riunitasi nella seduta del 18 giugno 1941, rigettò il progetto auspicando un’altra istanza meno superficiale.

Seguì un lungo silenzio, probabilmente a causa delle guerre, fino al 1956, quando il sindaco Francesco Morelli, previa delibera di consiglio comunale del 14 luglio, adottò lo stemma attua- le, dipinto su un muro dei locali della Camera di Commercio. Negli stemmari del Camozzi e Gabinetto è presente un emblema riferibile alla famiglia Verdellini.

Si deve far notare che il fiore di margherita privo di petali, com’è raffigurato nella seconda parte dello scudo, negli stemmari ottocenteschi risulta essere disegnato con i petali: probabilmente nell’effige delineata su un muro della Camera di Commercio, la corolla bianca, sbiadendosi col tempo, si è confusa con il fondo d’argento.

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